Draghi ha realizzato il miracolo di aver fatto alleare i nemici giurati di ieri ma, non credendo ai miracoli, più prosaicamente, è subentrato lo stimolo ad andare a cercare la vera ragione dell’ammucchiata. 

Intanto dobbiamo prendere atto del fatto che tale ammucchiata ha un becero precedente storico. Nel 1924, dopo la riuscita manovra del 1921, Mussolini per ottenere il potere assoluto che sarà poi sancito ufficialmente con l’approvazione dei pieni poteri, inventò il “listone” a cui aderirono anche tanti liberali, ammaliati dall’obiettivo di dare una svolta di serenità e di sviluppo alla disastrata Italia. Aderirono personaggi come Antonio Segni, Giuseppe Spataro, Gioacchino Quarello, Attilio Piccioni, G.B. Migliori, Bortolo Galletto, Gustavo Colonnetti, Vincenze Cecconi, Giuseppe Cappi, Pietro Campili, Alberto Canalotti Gaudenti. Enrico De Nicola, che aveva aderito per il collegio Italia Sud, ritirò la sua candidatura all’ultimo momento. Entrarono comunque nel “listone” tutti personaggi che poi fecero carriera nell’Italia repubblicana.